Archivio per il 'second life'Categoria

“sapresti mostrarmi…?” due domande semplici sull’arte in second life

Luglio 12, 2008

Nei giorni scorsi ho iniziato un lavoro in-world che nasce dal suggerimento di ciò che sta accadendo in rete. E mi rifersisco all’articolo del blog “specchi e second life”, successivamente replicato qui e qui (post a firma di Neupaul Palen e Papper Pap). Inoltre mi riferisco a tutti gli interessanti incontri avvenuti in-world che hanno al centro l’argomento “arte” e che sono stati fatti in seguito all’uscita del libro di Mario Gerosa (Rinascimento Virtuale).
Sono tanti che ne parlano, tra questi anche gli amici Liu (la quale se ne occupa professionalmente) e Joannes. Inoltre ricordo il post che già ho pubblicato qui. Non riesco a citare tutti gli articoli letti ma faccio riferimento ai rimandi che si possono trovare anche nei post che ho linkato.
Nei giorni scorsi ho diffuso una notice con due domande che ho cercato di consegnare personalmente ad artisti e a residenti di second life. Ho cercato di consegnarlo personalmente anche per spiegare i contenuti e i motivi ma purtroppo non sono riuscito ad arrivare a tutti.
L’obiettivo della doppia domanda è raccogliere non il giudizio di una “critica” dell’arte prodotta in second Life, ma conoscere le aspettative dei residenti di un’arte in-world.
E’ una raccolta di dati che serve a procedere in un ragionamento dal basso: come l’ambiente stesso viene percepito da chi lo vive e da chi lo costruisce.
Parlandone con Roxelo Babenco, le dicevo che la raccolta di dati è propedeutica per costruire un incontro simile ad una tavola rotonda aperta dove “dal basso” parlare dell’argomento. Quindi la raccolta delle opinioni di cosa si percepisce cone arte e cosa non lo si percepisce viene prima della definizione di stile e di un mercato dell’arte delle quali cose c’è già chi se ne occupa con la più seria delle professionalità.

La notice era la seguente:

“SAPRESTI MOSTRARMI…? Asian Lednev al popolo di Second Life”
Sapresti mostrarmi qualcosa che certamente non è arte di Second Life?
Sapresti mostrarmi qualcosa che secondo te è certamente arte di Second Life?

Nel frattempo sono arrivate numerose risposte che unite alle chat di presentazione sono gà un “corpo” interessante da “sbobinare” e costruire in qualche forma da trovare credo internamente ad SL. Questo post è da considerarsi un primo tassello di un discorso più ampio.

dolcemente viaggiare. rolling the world. travelling in-world

Luglio 7, 2008


Travelling in SL


Travelling in SL


Travelling in SL

“Una tenera lentezza è il
ritmo di questi discorsi”
Friedrich Nietzsche, Ecce Homo

Sebbene non si fosse verificato nulla di particolare, il viaggio per Spoleto è stato entusiasmante. Se nel nulla di particolare non ci fossero la Berliner Ensemble, Bertolt Brecht, Bob Wilson, Laura e Roberta e ancora Giovanni e Annagrazia.
Non ho mai amato etichettare i tipi di viaggio: turista, viaggiatore, globe trotter… Al mondo si ruzzola e così facendo si incontra sempre qualcosa che ti sorprende. Lo scrive Walser nella sua “passeggiata”, o in un “pomeriggio di uno scrittore” Peter Handke. Nel 900 il viaggio mitico si sposta dai grandi paesi lontani al cortile di casa (penso ai discorsi di Luigi Ghirri degli anni 80).
In fin dei conti per me viaggiare è usare lo sguardo. Da tempo, il viaggio mitico, si è spostato nella rete e dalla rete è rimbalzato sul pianeta costruendo un nuovo modo di rappresentarlo con gli strumenti della Neo-Geography (che pongono i Tag al di sopra della referenza geografica fisica che li legittimano).
Così nel Ning di Lucania Lab ho aperto una pagina
dove spiego l’idea di una “moleskine” che raccoglie appunti di viaggio visivi del “travelling in second life”, come normalmente si fa “ruzzolando” sulla pelle del pianeta.
Morale: viaggiare è un’esperienza frattale, per quanto restringi il campo o lo allarghi hai sempre da scoprire qualcosa di nuovo. Quello che conta è la curiosità.

vernice a odissey. io e la voce e qualcosa ancora di nascosto

Giugno 27, 2008

Dice bene Laura Gemini sull’arte, le sue ricerche e le sue definizioni. Ma la performance aveva qualcosa di molto forte che si nascondeva agli occhi e si palesava grazie ad una componente fisica che rende vera qualsiasi cosa: una voce di donna, recitante un testo che in parte rivela ciò che sta dietro all’avatar e la sua relazione con la seduzione. IN MY WORLD, THERE ARE NO ERRORS, ONLY SEDUCTIONS! così dicono Alan Sondheim e Sandy Baldwin. Un elemento fortemente umano, che sposta tutto dal piano intellettuale a un piano potentemente emotivo, vero e quindi non più digitale ma reale a tutti gli effetti. Sotto il pavimento, nascosto alla vista, altri prim, diversi da quelli lasciati alla vista, che raccontano altre cosa ancora.

la leggerezza di volare. fare festa

Giugno 17, 2008

senza parole per la Festa dell’Unità di Second Life (tra Manray e Boetti)

Crediti:
-per l’idea. l’organizzazione e l’entusiasmo:
Rosa Waechter
-per il concerto:
Mr Volare
-per le magliette:
Ginevra Lancaster
-per le immagini:
Marco Manray
-per l’informazione
Asya Masala

world according to me… e tornare a viaggiare…

Giugno 11, 2008

Lucania nella Cristallball

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.”

José Saramago da “Viaggio in Portogallo.

Progettare (prevedere, prefigurare, proiettare…) è una attività simile a quella del viaggiare.
Come nel viaggiare occorre una predisposizione a permettere che le traccie percorse ci conducano verso mete che ancora non si conoscono, se non all’interno di visioni e di parole che risuonano nella testa.
“Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. “Bisogna vedere quel che non si è visto”

Ogni progetto assume una ribellione contro ciò che sono. Ogni progetto è una partenza, una ri-partenza. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

Preview della SIM per Lucania precedenti qui e qui

tribal light. luce laval

Giugno 5, 2008

“This is for you asian”, scultura di luce di Luce Laval

Lavorare con Roberta Greenfield in questi giorni passati per l’apertura del nuovo evento in galleria è stato davvero spassoso ed esaltante. E il motivo è Luce Laval, un artista davvero a tutto tondo di Second Life.
Come già avevo avuto modo di dire per Solkide Auer, anche nel suo caso la misura del suo lavoro parte da una conoscenza approfondita della programmazione di script che ne estremizza le applicazioni.
La soluzioe scelta per la Greenfield Room è una semplice scultura sensibile alla presenza dell’avatar. Già ne hanno parlato Roberta Greenfield e Joannes e ne parla anche Laura.
Ma il vero grado di sperimentazione che applica lo si misura in una serie di sculture luminose che definirei tribali. Sembrano in preda a scariche epilettiche: saltano, pogano, si ribaltano, provocando empaticamente un senso di grande ilarità: fanno sorridere l’anima.
Tribali non solo per i movimenti semplici ripetuti e improvvisi, ma ancora di più perchè sono ipnotiche; richiamo attenzione e suggeriscono il movimento. In questo risveglia ancora più approfonditamente una complicità tra l’osservatore e l’opera: i due cominciano a muoversi allo stesso tempo: il corpo e lo sguardo diventano puro movimento.
Se in COME IN l’avatar diventa l’agente per fare funzionare l’opera, in queste sculture “tribali” è l’intero apparato visivo che viene attivato creando sinestesie con tutto il corpo.

il cielo in una stanza. allarmi: guardare la stanza di marco manray cadioli

Maggio 30, 2008

Foto 1: Guardare Manray, elaborazione.
Foto 2: Guardare Velas che guarda Manray.

Il lavoro di Marco Manray è noto ai frequentatori di Second Life.
Lo è meno a chi non lo frequenta. Le tre repliche che mostra a Como, in occasione di Allarmi (grande mostra d’Arte Contemporanea realizzata in una caserma di Carabinieri) viste al vero e in una galleria di Second life (sezione virtuale della Galleria Overfoto di Napoli) hanno il fascino degli oggetti. Ma di oggetti potenti. La sensazione è ribaltata rispetto a quanto succede normalmente. Io, Velas, e Marco di fronte a queste immagini di avatar senz’anima (i soggetti sono gli automi pensati per generare traffico nelle sim) rese vere questa volta dalla “cosa” fotografica e non più da un immagine in pixel. Eravamo a nostra volta avatar di quel mondo. Non più osservatori partecipanti ma soggetti osservati dalle immagini, in qualche modo scorticati della pelle. Lo sguardo indiscreto del fotografo è riconoscibile e riflesso nei linemanti di questi robot che godono della loro corporeità. Il loro essere robot sembra in parte rimosso da uno sguardo consapevole e discreto. In questa stanza c’e’ tutto per ragionare su ciò che sta sotto il cielo di second life.


Note sull’Outsider Art Archive. archivi a tre dimensioni 002.

Maggio 17, 2008

Progetto per Post Utopia

Per chi ha letto George Perec o Foucault parole come archivio, dispositivo hanno un significato denso e pieno. Se poi si associa la parola follia la cosa diventa ancora più complessa.

Semplificando: Second Life (per come nasce) è uno spazio dove la parola archeologia non ha alcun significato in quanto non ci sono ancora tracce, sedimentazioni, depositi da interpretare. Per il momento almeno. In una sorta di archeologia a rovescio, dove cioè non essendoci nulla si devono depositare segni tracce e contenuti, Second Life diventa per noi il luogo dove portare e organizzre una conoscenza su un tema importante, spinoso, di frontiera: l’Outsider Art. Uso il termine anglosassone per allontanare le mille possibili varianti di significato all’interno di questo universo (specialmente nel contesto italiano).
Di cosa stiamo parlando?
Operativamente: stiamo - Ginevra Lancaster, Maurizio Giuffredi e io - lavorando per aprire a Post Utopia, venerdi’ 23 maggio, uno spazio espositivo dedicato all’outsider art, in concomitanza con il Festival della Psicologia che si terrà a Bologna dal 23 al 25 e che tratterà anche questo tema.
L’outsider art è “arte” prodotta da persone socialmente emarginate. Tipicamente si tratta di pazienti psichiatrici, per i quali l’arte rappresenta un canale preferenziale di espressione e comunicazione. Viene anche chiamata in 1000 altri modi: arte irregolare, art brut, visionary art, raw art, ecc…
All’estero sono, tanto per cambiare, parecchio più avanti di noi: musei dedicati, gallerie che vendono le opere anche online, e spesso si tratta di progetti no-profit, o comunque collegati a istituzioni.
Ma anche in Italia qualcosa si sta muovendo.
Quel che vogliamo fare è creare a PU un hub di informazione sul tema, che sia pero’ anche uno “spazio di esperienza”.
Un tassello in più per riempire e organizzare i contenuti all’interno dello spazio sintetico (SL) in forma di archivio tridimensionale, dove la conoscienza concettuale si accompagna sempre ad una esperienza emozionale. Organizzare contenuti, archiviare dati ma anche fornire uno strumento di conoscenza.

archivi a tre dimensioni 001. promemoria: vedi alla voce Mondine. cose fatte.

Maggio 17, 2008

Parafrasando G.Perec:
1. Modi di sistemare le cose*
ordine alfabetico
ordine per continenti e paesi
ordine per colore
ordine in base alla data di acquisto
(…)

Come traccia di una cosa fatta, pubblicata qui.
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Promemoria d’archivio:Youtube. vedi alla voce Mondine


Promemoria d’archivio:Youtube. vedi alla voce Mondine e Velas

Si potrebbe dire che il novecento, tra le altre definizioni possibili (secolo breve ecc…) sia sto il secolo della costruzione degli archivi; è stato il secolo nel quale si è schedato, segretato, registrato tutto e tutti secondo categorie, ideologie ecc.
Questo nostro nuovo secolo è il secolo nel quale gli archivi vengono anche aperti e letti. Diventano luoghi pubblici e come tali possono essere pensati: luoghi, spazi aperti che comunicano chiaramente cosa contengono.
Sperimentare spazi archivi tridimensionali trova una sua facile esemplificazione in ambienti sintetici dove il pensiero può essere strutturato e reso visibile con metafore spaziali. Come è stato fatto da noi perfare (costruire, rezzare) lo spazio mondine: un primo tassello di un archivio di memoria.

*”i libri” nell’originale da : George Perec, Pensare Classificare, Rizzoli 1989

in viaggio con laura

Maggio 12, 2008

Progetto di copertina per il volume di Laura Gemini

E’ uscito il libro di Laura Gemini: “In viaggio”, per la Franco Angeli. 
E con il suo libro è uscita la mia copertina per lo stesso libro: un viaggio tra le cose di Laura, appoggiate sulla scrivania. Dalla musica dei New Order (Blue Monday) alle immagini da Second Life; qua e là, qualche cosa di mio.