Archivio per il 'letteratura'Categoria

sguardi su una città: Mosca. scaffali sensibili. senza parole 003. album di famiglia 003

Febbraio 7, 2008

sklovskij.jpg

Testo accessibile:
Viktor Sklovskij, testimone di un’epoca, conversazioni con Serena Vitale. Editori Riuniti. Interventi.
La rivoluzione, Stalin, Majakovskij, Gorkij, Eizenstein, nel raccono di uno dei massimi interpreti della letteratura mondiale
(I edizione, settembre 1979)

sklovskij2sotto.jpg

Testo accessibile: (nota mia: intervista del ventinove dicembre millenovecento settantotto)

Serena Vitale: Dedicherei ancora qualche minuto, Viktor Borisovic, ad altre grandi figure della letteratura sovietica. Abbiamo parlato poco, mi accorgo dei prosatori. Lei ama Bulgakov?

Viktor Sklovskij: Bulgakov è uno splendido artista diseguale. Quando, per esempio, leggo Il Maestro e Margherita… Sono come vestiti che vanno in pezzi per la pioggia e l’umidità. Nel suo romanzo Bulgakov descrive l’edificio dove noi scrittori avevamo una specie di ristorante, che dava sulla strada. E’ lì, a pochi metri, dietro una parete viveva Mandel’stam, dirimpetto viveva Platonov. In una stanza viveva Majakovskij. Per un certo periodo ci ha vissuto Pasternak. C’era Sostakovic. Era la vecchia casa Herzen, sul viale Tverskoj - da una parte c’era l’ambasciata danese e dall’altra c’erano dele stanze dove abitavano gli scrittori. Cioè cosa voglio dire: Che quell’epoca non era così brutta e insignificante. Non lo era affatto. C’erano ancora i futuristi, c’era l’Opojaz. Ma va anche detto che Bulgakov è un grande artista. Il Maestro e Margherita è un’opera forte, soprattutto all’inizio: Pilato con il mal di testa, l’apostolo che cerca un coltello per ammazare una persona… Il finale, invece, mi piace meno, quando il Maestro incontra Cristo viene fuori che hanno nulla di cui parlare. Perchè Cristo più informato ha più notizie, è più interessato e coinvolto dai problemi del mondo. Nel romanzo, poi, ci sono le streghe… Quando io ero giovane, tanto tempo fa, ci interessavamo tutti dell’argomento, c’era tanta letteratura. No, non parlo delle favole, erano ricerche scientifiche, volumi e volumi. Bosch, per noi, era perfettamente comprensibile. Dal punto di vista ideologico Il maestro e Margherita è legato ai primi lavori di Goethe e a Heghel. Ma l’altro romanzo di Bulgakov, Il romanzo teatrale, mi colpisce di più.

sklovskij31.jpg

Venere su Marte o Rorschach nello spazio? pregiudizi visivi e cronache marziane

Gennaio 24, 2008

“Questa donna su Marte fa impazzire Internet”
Titolo dal portale www.Messaggero.it del 24 gennaio 2008

marte-e-venere1.jpg

Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510)
Venere e Marte - 1483 ca. - tempera su tavola - cm. 69 x 173 - Londra, National Gallery

Quanto accade da alcune ore sul web ci parla molto bene del nostro modo di guardare. Forse i marziani sono tutti psicanalisti e ci stanno analizzando con le macchie di Rorschach. Quando si dice il caso. Proprio ieri, il 23 gennaio, scrivo di fotografie e di quanto siano difficili da leggere, conoscerne i contenuti, Poi leggo sul 24′ (freepress del Sole 24 ore), di una foto scattata su Marte dove sembrerebbe riconoscersi la figura di una persona.

Se sia donna o uomo poco importa ma questo già la dice lunga sui nostri pregiudizi: solo perché sembra essere una persona con abito lungo si dice che sia donna: forse le “maison” decidono come ci si veste anche su Plutone e Giove?
Sarà, forse, per i capelli lunghi? Dagli anni 60 in poi non misuriamo più l’appartenenza di genere a centimetri di capello.

Le interpretazioni che si leggono sui vari giornali, pagine web, ecc… mi suggeriscno di ricordare un aspetto della ricerca che rivela un difetto: continuare a cercare ciò che già si conosce è un limite alla conoscenza stessa. Con un poco più di fantasia si potrebbe vedere, in quell’ombra, un sasso di Munari. un elefante a zampe all’aria, o un avatar che balla in second life. Ufologi, scientolo, cattolici, scienziati, idealisti: chiunque può vederci quello che vuole.
Forse ha solo ragione la Cameron con il suo libro The myth of Mars and Venus (il mito racconta di Venere che scende su Marte e del trionfo dell’amore); Deborah Cameron mira a rompere altri tipi di pregiudizi, non visivi ma legati alla lettura dei comportamenti dei sessi e delle identità di genere: il pregiudizio del Marte taciturno, furente e guerriero e la donna-Venere logorrica, sentimentale tra le nuvole.

i “luoghi sensibili degli altri” - fausto torpedine

Gennaio 20, 2008

Un messaggio semplice per una segnalazione: Fausto Torpedine, un blogger intelligente, sensibile e creativo.  

ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone

Gennaio 9, 2008

Ho messo come titolo questa parte di testo di Italo Calvino dalle Città Invisibili (pag. 8 nell’edizione Einaudi, testo di riferimento: edizione 1972), perchè leggendo il post di Roberta sull’incontro di Piero avvenuto ieri mattina a Pesaro mi frullava per la testa un pensiero: che il deserto, quello metaforico e geografico forse è proprio quella città, Dubai. Proprio perchè vi può accadere di tutto.

alter-ego018.jpg

All’università ricordo che mi insegnavano che l’architettura era tutto tranne il puro deserto (in memoria di John Ruskin). Uno cresce con l’idea che i deserti sono vuoti poi vede un film come Fata morgana o Apocalisse nel deserto di Werner Herzog, oppure sfoglia il catalogo Desert America, per rendersi conto di un paradosso o meglio che è proprio quello il territorio del paradosso:”in un paesaggio dove nulla ufficlalmente esiste (altrimenti non sarebbe deserto) nulla potrebbe essere pensabile e potrebbe accadervi” (fin qui avrebbe detto Reyner Banham)… ed invece vi accade proprio di tutto.

Immagine sopra: una vecchia cartografia da foto aerea zenitale della Repubblica Islamica della Mauritania, Parigi, Istituto Geografico Nazionale. Da Traveses/19 Le desert. Edito a Centre George Pompidou. Revue trimestrelle du Centre de Creation Industrielle, June 1980