Dice bene Laura Gemini sull’arte, le sue ricerche e le sue definizioni. Ma la performance aveva qualcosa di molto forte che si nascondeva agli occhi e si palesava grazie ad una componente fisica che rende vera qualsiasi cosa: una voce di donna, recitante un testo che in parte rivela ciò che sta dietro all’avatar e la sua relazione con la seduzione. IN MY WORLD, THERE ARE NO ERRORS, ONLY SEDUCTIONS! così dicono Alan Sondheim e Sandy Baldwin. Un elemento fortemente umano, che sposta tutto dal piano intellettuale a un piano potentemente emotivo, vero e quindi non più digitale ma reale a tutti gli effetti. Sotto il pavimento, nascosto alla vista, altri prim, diversi da quelli lasciati alla vista, che raccontano altre cosa ancora.
Archivio per Giugno, 2008
vernice a odissey. io e la voce e qualcosa ancora di nascosto
Giugno 27, 2008There must be some relation between my blog and trains!
Giugno 27, 2008la leggerezza di volare. fare festa
Giugno 17, 2008senza parole per la Festa dell’Unità di Second Life (tra Manray e Boetti)
Crediti:
-per l’idea. l’organizzazione e l’entusiasmo:
Rosa Waechter
-per il concerto:
Mr Volare
-per le magliette:
Ginevra Lancaster
-per le immagini:
Marco Manray
-per l’informazione
Asya Masala
…
world according to me… e tornare a viaggiare…
Giugno 11, 2008Lucania nella Cristallball
“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.”
José Saramago da “Viaggio in Portogallo.
Progettare (prevedere, prefigurare, proiettare…) è una attività simile a quella del viaggiare.
Come nel viaggiare occorre una predisposizione a permettere che le traccie percorse ci conducano verso mete che ancora non si conoscono, se non all’interno di visioni e di parole che risuonano nella testa.
“Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. “Bisogna vedere quel che non si è visto”
Ogni progetto assume una ribellione contro ciò che sono. Ogni progetto è una partenza, una ri-partenza. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
tribal light. luce laval
Giugno 5, 2008“This is for you asian”, scultura di luce di Luce Laval
Lavorare con Roberta Greenfield in questi giorni passati per l’apertura del nuovo evento in galleria è stato davvero spassoso ed esaltante. E il motivo è Luce Laval, un artista davvero a tutto tondo di Second Life.
Come già avevo avuto modo di dire per Solkide Auer, anche nel suo caso la misura del suo lavoro parte da una conoscenza approfondita della programmazione di script che ne estremizza le applicazioni.
La soluzioe scelta per la Greenfield Room è una semplice scultura sensibile alla presenza dell’avatar. Già ne hanno parlato Roberta Greenfield e Joannes e ne parla anche Laura.
Ma il vero grado di sperimentazione che applica lo si misura in una serie di sculture luminose che definirei tribali. Sembrano in preda a scariche epilettiche: saltano, pogano, si ribaltano, provocando empaticamente un senso di grande ilarità: fanno sorridere l’anima.
Tribali non solo per i movimenti semplici ripetuti e improvvisi, ma ancora di più perchè sono ipnotiche; richiamo attenzione e suggeriscono il movimento. In questo risveglia ancora più approfonditamente una complicità tra l’osservatore e l’opera: i due cominciano a muoversi allo stesso tempo: il corpo e lo sguardo diventano puro movimento.
Se in COME IN l’avatar diventa l’agente per fare funzionare l’opera, in queste sculture “tribali” è l’intero apparato visivo che viene attivato creando sinestesie con tutto il corpo.










