Archivio per Maggio, 2008

il cielo in una stanza. allarmi: guardare la stanza di marco manray cadioli

Maggio 30, 2008

Foto 1: Guardare Manray, elaborazione.
Foto 2: Guardare Velas che guarda Manray.

Il lavoro di Marco Manray è noto ai frequentatori di Second Life.
Lo è meno a chi non lo frequenta. Le tre repliche che mostra a Como, in occasione di Allarmi (grande mostra d’Arte Contemporanea realizzata in una caserma di Carabinieri) viste al vero e in una galleria di Second life (sezione virtuale della Galleria Overfoto di Napoli) hanno il fascino degli oggetti. Ma di oggetti potenti. La sensazione è ribaltata rispetto a quanto succede normalmente. Io, Velas, e Marco di fronte a queste immagini di avatar senz’anima (i soggetti sono gli automi pensati per generare traffico nelle sim) rese vere questa volta dalla “cosa” fotografica e non più da un immagine in pixel. Eravamo a nostra volta avatar di quel mondo. Non più osservatori partecipanti ma soggetti osservati dalle immagini, in qualche modo scorticati della pelle. Lo sguardo indiscreto del fotografo è riconoscibile e riflesso nei linemanti di questi robot che godono della loro corporeità. Il loro essere robot sembra in parte rimosso da uno sguardo consapevole e discreto. In questa stanza c’e’ tutto per ragionare su ciò che sta sotto il cielo di second life.


Note sull’Outsider Art Archive. archivi a tre dimensioni 002.

Maggio 17, 2008

Progetto per Post Utopia

Per chi ha letto George Perec o Foucault parole come archivio, dispositivo hanno un significato denso e pieno. Se poi si associa la parola follia la cosa diventa ancora più complessa.

Semplificando: Second Life (per come nasce) è uno spazio dove la parola archeologia non ha alcun significato in quanto non ci sono ancora tracce, sedimentazioni, depositi da interpretare. Per il momento almeno. In una sorta di archeologia a rovescio, dove cioè non essendoci nulla si devono depositare segni tracce e contenuti, Second Life diventa per noi il luogo dove portare e organizzre una conoscenza su un tema importante, spinoso, di frontiera: l’Outsider Art. Uso il termine anglosassone per allontanare le mille possibili varianti di significato all’interno di questo universo (specialmente nel contesto italiano).
Di cosa stiamo parlando?
Operativamente: stiamo - Ginevra Lancaster, Maurizio Giuffredi e io - lavorando per aprire a Post Utopia, venerdi’ 23 maggio, uno spazio espositivo dedicato all’outsider art, in concomitanza con il Festival della Psicologia che si terrà a Bologna dal 23 al 25 e che tratterà anche questo tema.
L’outsider art è “arte” prodotta da persone socialmente emarginate. Tipicamente si tratta di pazienti psichiatrici, per i quali l’arte rappresenta un canale preferenziale di espressione e comunicazione. Viene anche chiamata in 1000 altri modi: arte irregolare, art brut, visionary art, raw art, ecc…
All’estero sono, tanto per cambiare, parecchio più avanti di noi: musei dedicati, gallerie che vendono le opere anche online, e spesso si tratta di progetti no-profit, o comunque collegati a istituzioni.
Ma anche in Italia qualcosa si sta muovendo.
Quel che vogliamo fare è creare a PU un hub di informazione sul tema, che sia pero’ anche uno “spazio di esperienza”.
Un tassello in più per riempire e organizzare i contenuti all’interno dello spazio sintetico (SL) in forma di archivio tridimensionale, dove la conoscienza concettuale si accompagna sempre ad una esperienza emozionale. Organizzare contenuti, archiviare dati ma anche fornire uno strumento di conoscenza.

archivi a tre dimensioni 001. promemoria: vedi alla voce Mondine. cose fatte.

Maggio 17, 2008

Parafrasando G.Perec:
1. Modi di sistemare le cose*
ordine alfabetico
ordine per continenti e paesi
ordine per colore
ordine in base alla data di acquisto
(…)

Come traccia di una cosa fatta, pubblicata qui.
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Promemoria d’archivio:Youtube. vedi alla voce Mondine


Promemoria d’archivio:Youtube. vedi alla voce Mondine e Velas

Si potrebbe dire che il novecento, tra le altre definizioni possibili (secolo breve ecc…) sia sto il secolo della costruzione degli archivi; è stato il secolo nel quale si è schedato, segretato, registrato tutto e tutti secondo categorie, ideologie ecc.
Questo nostro nuovo secolo è il secolo nel quale gli archivi vengono anche aperti e letti. Diventano luoghi pubblici e come tali possono essere pensati: luoghi, spazi aperti che comunicano chiaramente cosa contengono.
Sperimentare spazi archivi tridimensionali trova una sua facile esemplificazione in ambienti sintetici dove il pensiero può essere strutturato e reso visibile con metafore spaziali. Come è stato fatto da noi perfare (costruire, rezzare) lo spazio mondine: un primo tassello di un archivio di memoria.

*”i libri” nell’originale da : George Perec, Pensare Classificare, Rizzoli 1989

in viaggio con laura

Maggio 12, 2008

Progetto di copertina per il volume di Laura Gemini

E’ uscito il libro di Laura Gemini: “In viaggio”, per la Franco Angeli. 
E con il suo libro è uscita la mia copertina per lo stesso libro: un viaggio tra le cose di Laura, appoggiate sulla scrivania. Dalla musica dei New Order (Blue Monday) alle immagini da Second Life; qua e là, qualche cosa di mio.

Velas + Elena. pensiero visivo sull’individuazione

Maggio 10, 2008

sotto e sopra il materacamp2008

Maggio 5, 2008

Questo è il mio contributo pubblico al Materacamp che per me è stato un divertimento infinito. Tagliate lungo i bordi e unite i lati corti e girate all’infinito. Do it.

coltivare lo sguardo del paesaggio (”virtuale”). focus skin tower

Maggio 1, 2008

Da qualche giorno ho provato a collocare la Skin Tower in una land desertica. Lì ha assunto una nuova dimensione, Legata al paesaggio. Il paesaggio, anche se solo evocato da una sua immagine, ha il potere di nutrire l’”anima” e di nutrirla non in un qualsiasi modo ma rendendola più grande di come è nella routine del quotidiano. Rendendola più grande è resa più se stessa perché la sua dimensione naturale è l’apertura e l’immensità.
Parlo di una immagine di paesaggio, ma questa immagine evoca, rimanda ad una spazialità per me nuova associata a questo oggetto, che si comporta dentro la “dimensione” “virtuale” (le dimensioni spaziali e temporali) come una “sonda”; è come un “termometro” che misura (per me) il grado di immersività e di incorporazione all’interno di questo spazio. La skin tower è un poco come un altro mio avatar, che misura lo spazio e il tempo. Skin Tower non a caso: una “pelle” sensibile dentro a Second Life… una mia seconda pelle, sensibile, che mi parla di uno “sguardo” tutto da coltivare.
Se internamente lo spazio è ancora meditativo esternamente ha assunto una dimensione contemplativa. Lo SLURL (l’indirizzo) o trovate anche nella colonna del Blogroll alla vote “Il mio studio in Second Liife” (ulteriore passo dentro la dimensione di SL).